"La notizia dell'eliminazione degli abbonamenti mensili ai mezzi pubblici ci aveva fatto infuriare, per fortuna il buon senso ha prevalso e l'amministrazione ha fatto un passo indietro almeno per quel che riguarda gli studenti. Dopo anni di battaglie per la riduzione degli abbonamenti per tutti gli studenti, assistere a un'iniziativa di questo tipo è stato a dir poco demotivante" lo dichiarano in una nota Diana Fabrizi Senatore Accademico di RomaTre e dirigente provinciale di Azione Universitaria Roma e Matteo Guidoni rappresentante degli studenti nell'Adisu di RomaTre a seguito della notizia data dal sindaco Alemanno di consentire agli studenti residenti a Roma di acquistare ancora l'abbonamento ATAC ogni mese.
"Le dichiarazioni del Sindaco e dell'assessore alla mobilità ci hanno rassicurato. Per anni come Azione Universitaria - continua la nota - ci siamo battuti per equiparare lo status di studenti fuorisede a quello dei residenti, ci sono raccolte firme, iniziative, manifestazioni in supporto all'iniziativa "un 18 che vale 30" e ora non solo vedevamo sfumare questa opportunità per tutti quei ragazzi che non risiedono a Roma ma addirittura anche per i residenti la situazione, visti anche i sacrifici che le famiglie italiane si trovano a dover affrontare in questo periodo, sarebbe divenuta insostenibile".
"Siamo d'accordo con l'idea che bisognerà regolamentare meglio la distribuzione degli abbonamenti per evitare che vengano evasi i controlli e che, come spesso accade, pochi paghino per molti - concludono i due dirigenti - ma non possiamo permettere che a farne le spese sia la categoria che ha più difficoltà ossia quella degli studenti. Apprezziamo quindi la decisione dell'amministrazione comunale di tornare sui propri passi, ma ci auguriamo ancora che la nostra battaglia per i fuorisede che compongono gran parte della popolazione studentesca di questa Città venga accolta quanto prima. Vogliamo continuare a essere protagonisti del futuro degli studenti, chiediamo quindi al Sindaco di tenere in considerazione le nostre proposte e di convocare quanto prima un tavolo con le rappresentanze studentesche per poter dare il nostro contributo concreto".
"Non possiamo credere che questo Governo, che dice di voler rilanciare il Paese e di voler puntare sulle giovani generazioni, non solo non stia realizzando nessun atto concreto in loro favore ma per giunta sia così folle da applicare una tassa sulle borse di studio e sugli assegni di ricerca degli specializzandi e dei dottorandi che versano già in condizioni molto peggiori che nel resto d'Europa. E' l'ennesimo atto di irresponsabilità di un governo che continua a chiedere sacrifici alle classi che più sono ritenute a rischio e continua a sbattere le porte in faccia alle nuove generazioni" è il duro attacco del Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria Andrea Volpi che dichiara che il movimento "sostiene a pieno giovani medici e a ricercatori che in questi giorni stanno conducendo una battaglia giusta e del tutto condivisibile contro un provvedimento incomprensibile che toglie loro quei diritti acquisiti per merito e competenze".
"Nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari siamo sempre attenti alla situazione dei ricercatori e in particolare degli specializzandi di medicina, varie volta come Azione Universitaria, anche nelle legislature precedenti, ci siamo occupati di cercare soluzioni ai loro disagi poiché ci rendiamo conto della funzione fondamentale che questi ragazzi svolgono per il buon funzionamento del sistema sanitario nazionale. L'idea di tassare le borse di studio è semplicemente inconcepibile, come possiamo fare crescere e rilanciare l'economia del nostro Paese se non investiamo nella ricerca e se vessiamo i giovani ricercatori che restano in Italia con una tassazione ingiusta? Tra l'altro lo scorso 23 febbraio è stata approvata all'unanimità una mozione per aumentare a 16.000 € la soglia per l'esenzione dalle tasse delle borse di studio, evidentemente il Ministro Profumo, che tanto si dice attento ai diritti degli studenti, non ha minimamente preso in considerazione questa audizione". Lo dichiara Mimmo Paternoster Membro del Consiglio Nazionale degli Studenti per Azione Universitaria.
"Il previsto aumento della tassazione sulle borse degli specializzandi - spiega Mattia Kolletzek Dirigente Nazionale e responsabile per l'area medica di Azione Universitaria - va a toccare una categoria che è già vessata da un'imposizione fiscale eccessiva dovendo già versare un elevato carico retributivo alla cassa ENPAM sommata alla tassazione generale. Inoltre, inutile negarlo, gli specializzandi di Medicina vengono spesso caricati di responsabilità e compiti che non sono ascrivibili alle loro funzioni ma che dovrebbero essere svolti soltanto dai medici di ruolo, senza che sia riconosciuta alcuna tutela o alcun compenso differenziato. Infatti il contratto degli specializzandi prevede una retribuzione indipendente dal tempo e qualità di lavoro del singolo, le ore in più passate in ospedale quindi sono ore di lavoro gratuito".
''Se saranno di nuovo i professori universitari a 'giudicare' chi sia meritevole dei fondi di ricerca tutti gli sforzi per contrastare il baronato e il nepotismo compiuti fino a oggi saranno vani. Il Ministro Profumo sia consapevole del grosso passo indietro che sta facendo fare all'universita' italiana''. Lo dichiara Andrea Volpi, coordinatore nazionale di Azione Universitaria, in merito all'eliminazione nel decreto Semplificazioni della norma che prevedeva la valutazione dei progetti dei ricercatori al di sotto dei 40 anni da parte di una commissione esterna composta per meta' da ricercatori italiani e per meta' da ricercatori stranieri.
''La decisione di eliminare i comitati esterni per la valutazione dei progetti dei giovani ricercatori e' inaccettabile - continua la nota - oltre che assolutamente in contrasto sia con l'idea di superare i privilegi e garantire maggiore trasparenza, quella che il Governo di cui fa parte il Ministro Profumo millanta con tanta veemenza, che con il lavoro svolto fino a ora per far crescere l'Accademia Italiana e per eliminare quelle zavorre che hanno contribuito a rendere il sistema farraginoso e ostile a studenti e ricercatori. E non ci meraviglia il comportamento della sinistra che ieri, in Commissione Affari costituzionali al Senato, ha bocciato la proposta di revisione della norma appoggiata dal Pdl: e' solo l'ennesima dimostrazione dell'incoerenza del Pd che ancora una volta dimentica gli studenti e i ricercatori per salvaguardare gli interessi degli amici baroni. Tra l'altro, trincerarsi dietro la scusa della difficolta' di reperire ricercatori stranieri disponibili alla valutazione dei progetti, e' offensivo e beffardo. Diciamo piuttosto che sono stati fatti troppi passi avanti nella lotta alle baronie e, evidentemente, c'e' qualcuno che comincia a battere cassa''.
Azione universitaria chiede quindi al ministro Profumo ''non solo un atto di onesta' e di sincerita' nella spiegazione di un atto cosi' scellerato, ma anche un impegno concreto affinche' davvero questa norma o una norma simile regoli nuovamente la concessione di fondi''.
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